Nudo naturista: è legale perché perseguitarlo?

 Dagl’anni 60 (mi risulta) la nudità integrale è accettata dalla stragrande maggioranza dei cittadini se praticata in aree note come pure la Magistratura giudicante a tutti i livelli con archiviazioni e sentenze assolutorie quando è stata chiamata a decidere ed ormai non esiste più un”comune senso del pudore”.

Per quanto riguarda il nudo innocente del naturista, che non ha alcun collegamento con le questioni legate al sesso, già negl’anni 70, a Milano, si registrò una sentenza in cui il turista messicano Fernando Perez sorpreso nudo a passeggiare per la città in una notte d'agosto vanne assolto dal pretore Francesco Dettori con la motivazione che il nudo sta diventando un fatto di costume e che non è più raro osservare su spiagge più o meno appartate persone nude o seminude senza che gli astanti reagiscono negativamente.

Ricordo anche 14 archiviazioni decise dal Pretore di Ravenna Dott Vincenzo Andreucci il 31-12-1979 nei confronti dei naturisti che praticavano la nudità integrale nei pressi del torrente Bevano nel Comune di Ravenna.

Nell’anno 2000 la Corte di Cassazione ha, anch’essa per ben due volte, sentenziato che il nudo del naturista non è reato. Nella  sentenza della Cassazione n.1765/2000, la terza sezione è molto chiara verso il nudo naturista. Ha annullato la condanna per atti osceni inflitta dalla Corte d'appello di Milano ad un uomo che, per fare dispetto alla vicina di casa, aveva finto di sbrigare un bisogno fisiologico nella concimaia per poi esibire l'organo genitale, nella motivazione la Corte ha, fra l'altro, così affermato "la nudità dei genitali può assumere un diverso rilievo penale in funzione del contesto oggettivo e soggettivo in cui è concretamente inserita: così può configurare un atto osceno, quando esprime, anche psicologicamente, un istinto sessuale; ma può semplicemente costituire un atto contrario alla pubblica decenza, quando è mero esercizio della funzione fisiologica dell'urinare; o addirittura sfugge a qualsiasi rilevanza penale se è inserita in un contesto pedagogico o didattico (es. durante una lezione di anatomia o di educazione sessuale) ovvero in particolari contesti settoriali (per es. di tipo naturista o salutista)".

La Cassazione nella sentenza n.3557/2000 nella motivazione, tra l’altro, afferma:“ Per quanto concerne il "nudo integrale", oggetto del presente procedimento, ovviamente non accompagnato da atteggiamenti erotici o pruriginosi di cui lo esibisce, si osserva che esso - con riferimento al sentimento medio della comunità, ai valori correnti della coscienza

sociale ed alle reazioni dell'uomo medio normale - si presta a differenti valutazioni proprio a seconda del contesto in cui si pone.

E' evidente che non può considerarsi indecente, ad esempio, la nudità integrale di un modello o di un artista in un'opera teatrale o cinematografica, ovvero in un contesto scientifico o didattico, o anche di un naturista in una spiaggia riservata ai nudisti o da essi solitamente frequentata, mentre invece suscita certamente disagio, fastidio,

riprovazione chi fa mostra di sé, ivi compresi gli organi genitali, in un tram, in strada, in un locale pubblico, o anche in una spiaggia frequentata da persone normalmente abbigliate”

Guardando alle statistiche segnalo che il sostituto procuratore di Milano Nicola Cerrato, alla fine degli anni 70, propose un test alla MAKNO nel quale risultò che solamente il 39% degl’italiani vedeva il "pudore" come l'imbarazzo nel mostrarsi nudi, poi abbiamo tre statistiche a favore della DOXA (1983, 1989 e 1995), un sondaggio di RETE 4 del 30-09-93 in cui gli intervistati risposero “No” col 57.5 alla domanda "Il nudo offende?"; L’ultimo sondaggio che conosco è quello della rivista ”Focus” pubblicato nel luglio 2005. Secondo lo studio per 8 italiani su 10 stare nudi in spiaggia è assolutamente naturale e  più del 58% degli intervistati si disse pronto a prendere il sole senza costume dove è consentito. Quasi il 70% dichiarò che se si trovasse in una spiaggia con gente completamente nuda, non esiterebbe a conformarsi alla massa. Meno del 30% degli intervistati considerò il nudo in spiaggia un fatto erotico, mentre più di due italiani su tre risposero che gli è indifferente o che non trovano nessuna connessione tra eros e nudità balneare.  Quasi il 60% degli intervistati ha anche dichiarato di aver fatto almeno una volta il bagno nudo in mare.

Numerose sono stare le sentenze e le archiviazioni da decenni spinte da ignoranza in materia e mancato rispetto civile verso una minoranza che, come tutte, ha il diritto di esistere.

 La massa della pubblica opinione, poi, accetta addirittura il nudo  mostrato quotidianamente dai media sotto un’ottica ben diversa: quasi sempre collegata in modo diseducativo al sesso ed, in particolare, per i giovanissimi. 

Assodato che  il nudo del naturista è accettato dalla  quasi totalità dei cittadini italiani  ritengo giusto che, come sancisce la Costituzione italiana  siano rispettate tutte le minoranze, quindi,  anche la minoranza naturista che , fra l’altro porta vantaggi di vario genere a tutta la collettività. Occorre, quindi, una legge ben chiara che riconosca la pratica naturista nel rispetto di più articoli della Costituzione.

L'articolo fondamentale della legge, a mio parere, dovrebbe obbligare i Comuni italiani a concedere uno spazio riservato ai naturisti o clothing optional (abbigliamento facoltativo) alla minoranza naturista come viene giustamente concesso ai disabili uno stallo per il parcheggio.

Ricordo che :” Il naturismo è un modo di vivere in armonia con la natura, caratterizzato dalla pratica della nudità in comune, allo scopo di favorire il rispetto di se stessi, degli altri e dell'ambiente.”.